Piscine, la causa (nesso causale) e il filo rosso che ci lega

Quando parliamo di sicurezza, stiamo davvero guardando alla causa giusta?

Il comportamento umano è spesso indicato come causa immediata di un incidente. Accade che in alcuni infortuni ci siano delle concause.

Gli incidenti nascono anche da una combinazione di fattori:
progettazione inadeguata, condizioni ambientali critiche, guasti tecnici, procedure carenti, formazione insufficiente.

Il comportamento è solo la manifestazione visibile di problemi più profondi.
Le persone reagiscono a sistemi mal progettati, a vincoli operativi, a pressioni organizzative.

👉 Per questo la prevenzione efficace non si limita a “correggere i comportamenti”, ma interviene su:
✔ Progettazione
✔ Processi
✔ Cultura della sicurezza

Un esempio concreto: le piscine

La filtrazione dell’acqua è un’attività quotidiana, essenziale per garantire l’igiene.
Ma la sicurezza contro il rischio di aspirazione non si ottiene con la routine.

Si garantisce con:
✔ Una progettazione corretta dell’impianto
✔ Dispositivi di protezione adeguati
✔ Procedure chiare
✔ Comportamenti consapevoli

Quando questi elementi mancano o vengono sottovalutati, il rischio diventa reale.
E le conseguenze possono essere drammatiche.

I fatti
Negli ultimi giorni, più episodi hanno riportato l’attenzione su questo rischio:
✔ In provincia di Latina, un bambino di 7 anni ha perso la vita in una piscina termale, probabilmente trattenuto sott’acqua da un bocchettone.
✔ Solo due settimane prima, un ragazzo di 12 anni era morto in circostanze simili in una spa nel Riminese.
✔ Episodi analoghi si sono verificati anche negli anni precedenti.

Le dinamiche sono ancora oggetto di indagine, ma il pattern è chiaro.

La domanda scomoda

Possiamo davvero continuare a parlare di fatalità?
O dobbiamo iniziare a riconoscere che questi eventi sono il risultato di sistemi che non hanno funzionato come dovrebbero?

La sicurezza non è mai casuale

Affidarsi al caso significa accettare il rischio.
Progettare, verificare e gestire significa prevenirlo.
La differenza sta tutta qui.

Quando parlo di procedure, obbligatorie secondo l’articolo 28, comma 2, “l’individuazione delle procedure per l’attuazione delle misure da realizzare” mi riferisco proprio a questo.

Quando assumo un incarico di RSPP o di assistenza continua mi avvalgo del supporto di professionisti specializzati in micro settori perché la gestione della sicurezza prevede micro competenze.

Tutela dei datori di lavoro significa anche e soprattutto tutelare tutti.

A proposito del “filo rosso” che ci lega tutti, in estate, avevo scritto un articolo dedicato.

La domanda è: in base al nostro ruolo nel sistema azienda e/o società, cosa possiamo fare affinché questo genere di eventi non accada?

Dott.ssa Michela Tamassia
HSE Manager | RSPP Esterno
Formatrice Sicurezza e Attrezzature
Centro Accreditato per la Formazione Territoriale