Quando parliamo di sicurezza, stiamo davvero guardando alla causa giusta?
Il comportamento umano è spesso indicato come causa immediata di un incidente. Accade che in alcuni infortuni ci siano delle concause.
Gli incidenti nascono anche da una combinazione di fattori:
progettazione inadeguata, condizioni ambientali critiche, guasti tecnici, procedure carenti, formazione insufficiente.
Il comportamento è solo la manifestazione visibile di problemi più profondi.
Le persone reagiscono a sistemi mal progettati, a vincoli operativi, a pressioni organizzative.
Per questo la prevenzione efficace non si limita a “correggere i comportamenti”, ma interviene su:
Progettazione
Processi
Cultura della sicurezza
Un esempio concreto: le piscine
La filtrazione dell’acqua è un’attività quotidiana, essenziale per garantire l’igiene.
Ma la sicurezza contro il rischio di aspirazione non si ottiene con la routine.
Si garantisce con: Una progettazione corretta dell’impianto
Dispositivi di protezione adeguati
Procedure chiare
Comportamenti consapevoli
Quando questi elementi mancano o vengono sottovalutati, il rischio diventa reale.
E le conseguenze possono essere drammatiche.
I fatti
Negli ultimi giorni, più episodi hanno riportato l’attenzione su questo rischio: In provincia di Latina, un bambino di 7 anni ha perso la vita in una piscina termale, probabilmente trattenuto sott’acqua da un bocchettone.
Solo due settimane prima, un ragazzo di 12 anni era morto in circostanze simili in una spa nel Riminese.
Episodi analoghi si sono verificati anche negli anni precedenti.
Le dinamiche sono ancora oggetto di indagine, ma il pattern è chiaro.
La domanda scomoda
Possiamo davvero continuare a parlare di fatalità?
O dobbiamo iniziare a riconoscere che questi eventi sono il risultato di sistemi che non hanno funzionato come dovrebbero?
La sicurezza non è mai casuale
Affidarsi al caso significa accettare il rischio.
Progettare, verificare e gestire significa prevenirlo.
La differenza sta tutta qui.
Quando parlo di procedure, obbligatorie secondo l’articolo 28, comma 2, “l’individuazione delle procedure per l’attuazione delle misure da realizzare” mi riferisco proprio a questo.
Quando assumo un incarico di RSPP o di assistenza continua mi avvalgo del supporto di professionisti specializzati in micro settori perché la gestione della sicurezza prevede micro competenze.
Tutela dei datori di lavoro significa anche e soprattutto tutelare tutti.
A proposito del “filo rosso” che ci lega tutti, in estate, avevo scritto un articolo dedicato.
La domanda è: in base al nostro ruolo nel sistema azienda e/o società, cosa possiamo fare affinché questo genere di eventi non accada?
Dott.ssa Michela Tamassia
HSE Manager | RSPP Esterno
Formatrice Sicurezza e Attrezzature
Centro Accreditato per la Formazione Territoriale

